Megius, “cuore” veneto, esperienza italiana

Davide Venturato, Presidente di Megius

Oltre quarant’anni di attività rendono Megius uno dei brand storici dell’arredobagno. Nel quale il made in Italy è sinonimo di bellezza e garanzia di qualità

Costituito nel 1976 da imprenditori veneti, il gruppo Megius vede da un lustro una nuova fase della sua storia, che coincide con l’acquisizione da parte del gruppo Mend di Davide Venturato. Sempre nel segno del made in Italy, oggi continua a porsi come interprete dei cambiamenti di gusto e stile dell’area doccia, attraverso soluzioni che mescolano sapientemente linee, materiali e caratteristiche innovative. Oltre a Megius Spa che opera nel mercato dell’arredobagno, il gruppo integra La doccia Srl, dedicata alla lavorazione del vetro, e Alutecnik Srl, per la lavorazione dell’alluminio in barra: questo assicura la completa integrazione del ciclo produttivo. Nel 2016, il fatturato di Megius è cresciuto del 25 per cento rispetto all’anno precedente. Davide Venturato, 54 anni e un’esperienza trentennale nel settore, è presidente di Megius.

I quarant’anni di Megius e i suoi trenta nel settore offrono un buon osservatorio sull’evoluzione della stanza da bagno: come è cambiata?

Da “rifugio” confinato in fondo al corridoio, il bagno è diventato progressivamente un ambiente vivibile, in cui poter svolgere anche altre attività, oltre a quelle tradizionali. Questo ha determinato la crescita delle metrature e l’evoluzione del box doccia. Se negli anni Settanta i 70×70 cm erano considerati normali, a partire dai Novanta si sono affermati box doccia sempre più grandi quanto le vasche di cui stavano prendendo il posto: oggi la tendenza è per dimensioni di 170×80 centimetri. Ne è scaturito inoltre un miglior posizionamento negli showroom: da prodotti di finitura a prodotti estetici. La vasca da bagno, dal suo canto, ha vissuto una seconda giovinezza a seguito dell’affermazione degli idromassaggio. Ma nei mercati maturi, come quello europeo, è ormai un oggetto di nicchia. Nei Paesi emergenti, al contrario, ha ancora spazio poiché viene usata per diverse funzioni, oltre a quella dell’igiene personale.

Su quali aspetti si focalizzano le vostre attività di ricerca e sviluppo nell’ambito dei materiali e dell’estetica?

Da quando abbiamo acquisito il gruppo Megius, le attività di R&D sono cresciute notevolmente: soltanto nel 2016 sono stati investiti ben 300.000 euro. Ciò ci ha permesso di percorrere diverse strade, dal box tradizionale fino a soluzioni basate su materiali o design alternativi. “Icona”, ad esempio, è stato sviluppato facendo leva sul know-how nella lavorazione del vetro de La Doccia Srl in seno al gruppo. Oggi la ricerca è incentrata su materiali che rendano fattibili soluzioni alternative, pur mantenendo il giusto rapporto tra qualità e prezzo.

Davide Venturato presenta Zen, la nuova proposta di cabina doccia

A quali materiali guardate con maggior interesse?

Vetro a parte, ci interessano l’acciaio, il corian e materiali affini. Sono interessanti anche i profili che abbinano l’alluminio a finiture di legno o pelle. La ricerca è in ogni caso volta all’impiego creativo ed eclettico delle materie prime e intende veicolare il concetto di Megius come realtà in continua evoluzione.

Lo sviluppo delle novità è affidato a un team dedicato?

La nostra Ricerca e Sviluppo comprende sei persone, una parte delle quali ha delle competenze specifiche di design. L’intera progettazione resta pertanto in azienda; in casi sporadici vengono coinvolti dei designer esterni. Attualmente Megius vanta il più ampio assortimento sul mercato delle soluzioni doccia.

Estetica e prezzo accessibile sono compatibili?

Certo, quando è possibile industrializzare il processo produttivo. Quando un nuovo prodotto supera i parametri di prezzo prestabiliti, cerchiamo di stabilire se il suo maggior costo sarebbe riconosciuto dal mercato: a tale scopo ci avvaliamo della collaborazione di focus group che testano il prodotto stesso e ci forniscono indicazioni utilissime. Per creare prodotti di qualità, ma comunque competitivi, è altresì importante il costante monitoraggio del mercato e dei suoi trend: confrontarci con le mosse dei competitor ci consente di correggere la rotta, o anche di individuare delle aree scoperte per la nascita di nuovi progetti.

È opinione diffusa che il made in Italy sia un valore soltanto all’estero.

Nel mondo, il prodotto italiano gode in effetti di massima considerazione per la qualità, oltre che per l’estetica. Nel nostro Paese, le cose vanno diversamente.

Ma credo che questo sia normale: noi italiani siamo circondati dal made in Italy, pertanto tendiamo a darlo un po’ per scontato. Scendendo un po’ nel particolare della questione, abbiamo comunque notato che il consumatore è diventato più attento nel distinguere gli oggetti fabbricati in Italia da quelli che di italiano hanno soltanto l’etichetta. Credo che ciò accada anche a causa di una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche economiche e occupazionali. Come da tradizione, Megius costruisce tutto in Italia, in impianti di proprietà; una filiera di subfornitori fornisce la componentistica e collabora alla produzione qualora si verifichino picchi produttivi elevati.

Davide Venturato affiancato dal figlio Marco, amministratore delegato dell’azienda

Come si è sviluppato il vostro progetto di apertura al mercato internazionale?

L’azienda nasce negli anni Settanta come terzista, soprattutto per il mercato estero. Il suo sviluppo in Italia è avvenuto tra gli anni Novanta e l’inizio dei duemila. Nel 2011, la quota export non superava il 15 per cento del fatturato. Con la riorganizzazione posta in essere subito dopo, abbiamo dato ancora la priorità al mercato italiano. Un’inversione di tendenza si è avuta nel 2014, con l’apertura di una filiale in Francia e l’ingresso, tramite agenzie, nei mercati di altri Paesi d’Europa e dell’ex area sovietica. Sebbene i numeri siano ancora contenuti, il trend di crescita è molto incoraggiante. Allo stato attuale, la quota di fatturato sviluppata all’estero è pari a circa il 20 per cento del totale, ma contiamo di incrementarla nei prossimi anni.

Com’è cambiato in questi anni il rapporto con i distributori?

Sono e restano i nostri interlocutori di riferimento. Per soddisfarne al meglio le esigenze, abbiamo ottimizzato lo scambio di prodotti e informazioni, potenziando la logistica e i canali di comunicazione via internet. Grazie a questi strumenti, oggi forniamo loro informazioni precise e in tempo reale sulle disponibilità di magazzino, con tempi di consegna rapidissimi per tutti i codici. Tali servizi permettono di evitare immobilizzazioni di magazzino e di ottenere notevoli vantaggi economici. Purtroppo, ancora oggi, alcuni distributori non riescono a percepire questi plus e rimangono legati esclusivamente ad argomenti di prezzo, di sconto e di premio.

Succede spesso. Quali criticità vanno risolte?

Uno degli aspetti da approfondire è senza dubbio la formazione del personale di vendita, che spesso viene percepita dal distributore come un costo. Ma un addetto allo showroom che non conosce bene le caratteristiche di un box dalle elevate qualità tecniche ed estetiche, non è in grado di rispondere a richieste specifiche o far fronte a problematiche che, con adeguata formazione, potrebbero gestire brillantemente, con piena soddisfazione del cliente. Così si crea un circolo vizioso che spesso induce il consumatore, a sua volta molto più informato di un tempo, a cercare soluzioni da un concorrente, oppure presso la grande distribuzione. Occorre che tutta la nostra filiera rifletta su questo.

Le grandi catene lavorano principalmente sul prezzo, mentre dal punto di vista tecnico non c’è partita. Almeno finora…

Certo, ma riescono ad attirare il pubblico nei propri store in modo diverso: ad esempio, restando aperti nel fine settimana, quando la maggior parte delle persone ha più tempo libero. Non so se sia giusto o meno che anche i nostri distributori tengano aperto lo showroom di domenica, ma è un dato di fatto che oggi il pubblico abbia più alternative a disposizione. Come non è possibile pensare che tutti possano assentarsi dal lavoro per cercare un box doccia o un lavabo. Non va infine trascurato il fatto che la GDO, quando apre nuovi punti vendita, tende a fare scouting tra il personale dei distributori specializzati, portando via del personale in teoria già formato.

Segreti e virtù del vostro lavoro quotidiano?

Lavoriamo costantemente sulla capacità di ascoltare, raccogliere ed elaborare le informazioni ricevute. Questo aumenta l’efficienza del gruppo di lavoro e motiva le persone che ne fanno parte.

MAGAZZINO ON LINE

Collegandosi a un’area riservata, qualsiasi addetto allo showroom può visualizzare in tempo reale le disponibilità del magazzino Megius: le informazioni vengono aggiornate ogni 30 secondi. Questo permette di concludere la vendita in qualsiasi momento, anche quando gli uffici dell’azienda sono chiusi, senza dover attendere conferma di disponibilità per concludere una vendita. E’ inoltre interessante la suddivisione dei prodotti stessi in 3 categorie. La A identifica quelli ad altissima rotazione, per i quali la massima disponibilità è garantita da precisi standard produttivi e logistici. La B riguarda gli articoli di media rotazione, per i quali il ciclo produttivo è di soli 4-5 giorni. La C è assegnata ai prodotti a bassa rotazione oppure realizzati on demand utilizzando comunque la stessa componentistica delle altre due categorie. Ciò permette un’elevata reattività alle richieste e il contenimento dei tempi di consegna. Allo stato attuale, il 25 per cento della produzione Megius è ascrivibile alla fascia A e il 10-15 per cento alla C: quindi la gran parte della produzione è ascrivibile al profilo B.

di Stefano Troilo

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