Gruppo AM. Ḕ il momento di passare alla fase due

Agevolare il lavoro dei soci e stimolarne il senso di appartenenza alla compagine. Il futuro del Gruppo AM nelle parole del coordinatore Alessio Spadafora

 

Archiviata con soddisfazione la prima decade di attività, il gruppo che riunisce otto distributori abruzzesi si è posto degli obiettivi per garantirsi un posto al sole anche nei prossimi anni. Dal punto di vista operativo si proseguirà nella logica di una centralizzazione dei servizi volta a sostenere i soci nel proprio lavoro quotidiano. In termini strategici, invece, si punta a stimolarne il senso di appartenenza, “facendo in modo che essi agiscano sul mercato come se fossero parte di una sola impresa”, come spiega Alessio Spadafora, coordinatore del network che ha  la propria sede operativa a Chieti Scalo.

Valutando il lavoro svolto nei primi dieci anni, a cosa si può ragionevolmente puntare nel futuro prossimo?

Sono stati raggiunti degli importanti risultati in termini di fidelizzazione dei soci, che hanno acquisito maggiore fiducia nei confronti del gruppo. Nella “fase due” del nostro progetto cercheremo di consolidare ulteriormente questi aspetti, associandovi delle attività che supportino l’attività quotidiana delle rispettive aziende.

Mirate dunque alla centralizzazione dei servizi?

Senza dubbio. Ci focalizzeremo su aspetti strategici quali la creazione dei magazzini on line, l’adozione di un gestionale unico, l’individuazione di un consulente che supporti gli imprenditori nell’implementazione di questi servizi.

Sul modello dei consorzi che riuniscono i grossisti di materiale elettrico?

In un certo senso. I soci conservano la propria autonomia gestionale, nel rispetto di alcuni parametri comuni riguardo le politiche di prezzo e il mix merceologico.

Puntate anche alla centralizzazione della fatturazione?

Pur cercando di ragionare come un’azienda unica per la contrattazione con i fornitori, quest’aspetto è rimesso totalmente all’autonomia dei singoli. Del resto il livello di adesione agli accordi stabiliti a livello di gruppo è così elevato da non renderla necessaria.

Cambierà qualcosa sul versante della logistica?

Il gruppo AM dispone di una struttura idonea, ma anche in questo caso una centralizzazione è da escludere, in quanto non funzionale agli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere.

Agirete pertanto in qualità di coordinamento territoriale che rende disponibile un pacchetto di servizi ai propri soci?

Sì. Faremo in modo che le otto imprese agiscano come se fossero una sola, ma preservando l’autonomia di ciascuna. In prospettiva temporale molto più estesa, l’idea è semmai quella di adottare il modello della holding. Un progetto tutt’altro che semplice, poiché le aziende del territorio hanno una forte tradizione familiare, protrattasi di generazione in generazione.

Come sta vivendo il territorio locale l’ennesimo anno di contrazione del mercato?

Fino a settembre 2012 il trend è stato abbastanza positivo, mentre i mesi successivi sono stati caratterizzati da una continua flessione. Oggi, in tutta sincerità, non s’intravede la luce in fondo al tunnel. Il gruppo AM è cresciuto nel 2011, stabilizzando le performance lungo l’anno successivo. Per il 2013 sono previsti dei cali di fatturato del tutto in linea con l’andamento del comparto termoidraulico.

Nota dei segnali di reazione da parte dei soci?

In momenti come questi, il distributore tende a concentrarsi sulle questioni contingenti, legate alla gestione e alla riscossione dei crediti, tralasciando le riflessioni su quello che può essere il futuro. Su questo aspetto il gruppo sta lavorando moltissimo.

Attraverso quali iniziative, ad esempio?

Cercheremo di stimolarne la propositività organizzando meeting e lanciando promozioni innovative rispetto alle classiche campagne pubblicitarie, nell’ottica di cementare il rapporto con i clienti finanziariamente più affidabili; diversi tra quelli che fino a ieri si caratterizzavano per una buona solvibilità, si sono ritrovati improvvisamente in difficoltà.

Aprire le porte a nuovi soci potrebbe rafforzare la base in vista del futuro?

Dal punto di vista del fatturato, il territorio non mostra ulteriori margini di miglioramento. L’ingresso di altre aziende locali comporterebbe pertanto delle rischiose sovrapposizioni. Guardiamo invece con interesse a Marche e Lazio, aree molto affini all’Abruzzo nelle quali è possibile individuare imprenditori in linea con la nostra vision. Questa condivisione è fondamentale ai fini del raggiungimento degli obiettivi.

Il tutto col benestare degli otto fondatori. Ma la crisi li ha resi più uniti?

Il loro grado di amalgama è eccellente. Sebbene non manchino alcune divergenze di vedute, alla fine si riesce sempre a raggiungere un’intesa che soddisfi tutte le parti.

La presenza di coordinamenti e realtà affini lascia pensare che, per quanto piccolo, il mercato abruzzese abbia ancora del potenziale da esprimere…

Fino a pochi anni fa l’Abruzzo ha vissuto dei momenti decisamente positivi, con un comparto edile fiorente e continue prospettive di crescita per l’intero settore. Oggi il relativo mercato è giunto a un livello di saturazione che comporterà una selezione, peraltro in corso, e una trasformazione dell’intero tessuto imprenditoriale. Lo dimostrano le numerose cessioni e acquisizioni avvenute in tempi piuttosto recenti. La regione è comunque considerata strategica dai maggiori brand che, non a caso, continuano a presidiarlo. In tale contesto, il gruppo AM cerca di creare il valore aggiunto attraverso il radicamento sul territorio e le relazioni dirette tra imprenditori e clienti.

Dopo il meeting del decennale, sono previste nuove occasioni di aggregazione e confronto con soci e clienti?

L’evento dello scorso anno si è svolto in un noto villaggio turistico pugliese e, al di là dei momenti ludici, è stato caratterizzato da due aspetti: l’allestimento di un’esposizione in collaborazione con i fornitori partner del gruppo, nonché un dibattito in cui il professor Bubbio ha tracciato un’analisi dettagliata dello stato di salute del comparto termoidraulico nazionale. Tutti i partecipanti sono stati invitati personalmente, a prescindere dalle soglie di fatturato conseguite. Per il 2013 abbiamo scelto di concederci un anno sabbatico, per concentrare gli investimenti su elementi “strutturali”: promozioni personalizzate sulle esigenze delle aziende, centralizzazione dei servizi, altre iniziative di gruppo utili a sostenere il business. In particolare, sono stati attivati dei progetti-pilota dall’alto tasso innovativo presso due soci. Non appena possibile, i risultati dell’esperimento saranno condivisi con l’intera compagine.

di Stefano Troilo

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