Quando il design è per tutti

Rossella Ragazzi e Jacopo Antoniazzi guidano Thermomat insieme a Sante Ragazzi, presidente e fondatore dell’azienda

Rossella Ragazzi e Jacopo Antoniazzi guidano Thermomat insieme a Sante Ragazzi, presidente e fondatore dell’azienda

Un oggetto che nasce per la stanza da bagno può “vivere” anche in ambienti diversi e, soprattutto, essere accessibile a qualsiasi tipo d’utente. Così, la ricerca estetica si colora di etica

Thermomat riunisce in un’unica visione quattro ambiti produttivi distinti e complementari che si accostano sempre più al mondo del design attraverso la presenza negli showroom. La sua offerta si connota infatti per una gamma completa di ausili, strumenti e complementi che, attraverso una raffinata ricerca estetica, risolvono aspetti critici relativi alla sicurezza nella stanza da bagno. Un caso esemplare è l’anello Gambol, attrezzo ginnico in legno di faggio, decontestualizzato e accolto nell’ambiente bagno come sostegno, supporto, oppure inusuale accessorio portasalviette. “Chiunque desideri un accessorio ‘bello’, ha soltanto l’imbarazzo della scelta. La nostra idea è offrire prodotti pratici, multifunzione, che nascono per la stanza da bagno ma si adattano anche ad altri ambienti, in quanto sicuri e conformi alle più stringenti normative. Questo lo dobbiamo alla nostra stessa storia. Il brevetto della cartuccia termostatica da parte di Sante Ragazzi, nel creare i presupposti per la nascita di Thermomat, diede l’imprimatur per lo sviluppo di un know-how tecnico che permea il nostro modo di intendere l’estetica, spiegano Rossella Ragazzi e Jacopo Antoniazzi.

Gambol di Ever By Thermomat identifica un attrezzo ginnico decontestualizzato e accolto nell’ambiente bagno come sostegno e supporto, ma anche come inusuale accessorio portasalviette

Gambol di Ever By Thermomat identifica un attrezzo ginnico decontestualizzato e accolto nell’ambiente bagno come sostegno e supporto, ma anche come inusuale accessorio portasalviette

Dunque, prodotti estetici dall’anima tecnica e dalla visione etica.

Sì. Oltre ai valori della nostra famiglia, in azienda abbiamo sposato l’idea di proporre qualcosa di bello anche a quelle fasce di utenza che, per ragioni di salute o d’età, si trovino a dover considerare prodotti che li sostengano e li aiutino nelle semplici azioni quotidiane diventate difficili. Il nostro obiettivo è quello di progettare prodotti per qualsiasi età, secondo il diktat “design for all”.

Come questi valori possono emergere nel “mare magnum” dell’offerta in ambito estetico?

Se il concetto di bellezza è senza dubbio soggettivo, con i nostri prodotti e quelli del brand Ever in particolare, cerchiamo una bellezza “contemporanea”, un design che, per dirla con Dieter Rams, non sia “aggressivo” ma trasmetta l’idea di semplicità. Così, mentre le attività di ricerca e sviluppo sono focalizzate sul rispetto delle normative, i nostri designer cercano di cogliere e interpretare le tendenze del domani, poiché quelle attuali appartengono già al passato.

Attorno al progetto Ever si è consolidato un gruppo di designer?

Sì, si tratta di professionisti che ne hanno sposato la filosofia e ormai collaborano stabilmente con noi. Si può dire che tutto sia cominciato con Monica Graffeo, che ha firmato l’anello Gambol, ma molto importanti sono anche gli apporti di Gianni Arduini e Diego Cisi. Il DAS Studio di Udine, di Sylva Gortana e Barbara Candoni, ci ha proposto un progetto innovativo nell’ambito contract che scopriremo nel prossimo Salone del Mobile. Con Francesca Lanzavecchia, che ha uno studio a Pavia e a Singapore, stiamo portando avanti un altro progetto unico nel suo genere, con il proposito di vederlo realizzato il prossimo anno.

Come si sta evolvendo la vostra ricerca sui materiali?

Dal dialogo con i designer nascono idee che conducono a impieghi inediti della materia. Ad esempio, usiamo molto l’alluminio che, essendo completamente riciclabile, rende più sostenibile il ciclo produttivo e di vita del prodotto. Siamo poi innamorati del legno, che è caldo, meraviglioso, vivo. Tra le materie plastiche ci affascina il poliuretano, che trova impiego nella gamma di lavabi morbidi “Bounce”. In tal caso, estetica ed ergonomia comportano sicurezza: chi dovesse urtare accidentalmente un lavabo morbido, non rischia di farsi male.

Da questi concetti nascono nuovi argomenti di vendita. Su quale piano sono declinabili, nel punto vendita?

La responsabilità sociale di cui ci facciamo carico si traduce nell’estrema semplicità di utilizzo e nella sicurezza che assumono le azioni quotidiane nell’ambiente domestico. Si tratta peraltro di temi attualissimi per un Paese come il nostro, che è tra quelli a maggior tasso di invecchiamento al mondo. Chi ristruttura la propria abitazione, ha la possibilità di scegliere prodotti gradevoli, funzionali e durevoli, assicurandosi comfort e sicurezza per il presente e per il futuro.

Gli anelli e la barra sono predisposti per l’attacco al soffitto tramite cinghie collegate a un dispositivo di sicurezza, offrendo diversi utilizzi: invitano ad appoggiarsi, trasmettono sicurezza, si sintonizzano con i movimenti del corpo, conferiscono una gioiosa nota di leggerezza

Gli anelli e la barra sono predisposti per l’attacco al soffitto tramite cinghie collegate a un dispositivo di sicurezza, offrendo diversi utilizzi: invitano ad appoggiarsi, trasmettono sicurezza, si sintonizzano con i movimenti del corpo, conferiscono una gioiosa nota di leggerezza

Ma un prodotto che vada bene per case “giovani e non”, non rischia di sacrificare qualcosa in termini di freschezza?

No. Il buon design è proprio quello che dura nel tempo. Ad esempio, il divano Maralunga, disegnato da Vico Magistretti nel 1973 per Cassina è tuttora presente negli showroom e nelle abitazioni, come anche la mini sveglia Braun o la radio cubo della Brionvega. Il design mordi e fuggi che segue le mode va bene per prodotti di largo consumo, come gli smartphone. Quando la ricerca estetica è fondata su valori solidi, molto probabilmente scaturirà un design durevole, candidato alla categoria di “classico”.box-2

Un design originale è destinato anche a essere imitato. È accaduto anche con i vostri prodotti?

Certo. L’anello Gambol, attrezzo ginnico da noi reinterpretato come accessorio da bagno, è stato prontamente imitato quattro mesi dopo il lancio al Salone del Mobile. Ma non è il solo: anche altri articoli della prima collezione furono copiati nel giro di sei mesi.

Quali chiavi di lettura per gli oggetti delle collezioni Ever?

Gli anelli e la barra sono predisposti per l’attacco al soffitto tramite cinghie collegate a un dispositivo di sicurezza, offrendo diversi utilizzi: invitano ad appoggiarsi, trasmettono sicurezza, si sintonizzano con i movimenti del corpo, conferiscono una gioiosa nota di leggerezza. Dunque, un oggetto multifunzionale che può durare una vita, come anche la barra orizzontale della stessa linea, oppure lo sgabello in legno di faggio al quale è stato integrato un supporto per la schiena, in omaggio alla tradizione delle nostre nonne. Il design è anche una rilettura dei valori fondanti la nostra società.

Il made in Italy può vivere una seconda giovinezza?

All’estero, il manufatto italiano è osannato da sempre. In Italia, al contrario, manca la convinzione nei nostri mezzi. Ci siamo ripiegati sul prezzo, diventando “cinesi di noi stessi” e rinunciando alle nostre effettive potenzialità. Viviamo una sorta di corto circuito culturale ed economico, dove chi vorrebbe fare impresa incontra ostacoli altrove assenti. D’altronde, non è nemmeno più possibile accontentarsi del posto fisso sotto casa: occorre sacrificarsi e rileggere le nostre aspirazioni. La classe imprenditoriale italiana deve riflettere su quanto sia effettivamente produttiva la ricerca del profitto fine a sé stesso, privato di una componente etica. Per quanto ci riguarda, amiamo considerare “collaboratori” e non “dipendenti” le persone che lavorano con noi. Per stimolare il dialogo e il confronto, abbiamo fissato a una parete una cassetta postale, rinominandola “la cassetta delle idee”, in cui chiunque può avanzare proposte e consigli, anche in forma anonima. Li leggiamo regolarmente tutti, traendone spesso delle ottime idee.

Come si evolverà la vostra offerta nei prossimi mesi?

Una parte è dedicata al mercato OEM e B2B. Il dialogo costante con i clienti di questi settori comporta la nascita di progetti su misura, seguiti direttamente da uno dei nostri addetti. Il mercato degli accessori da bagno per comunità e disabili, che noi presidiamo col marchio Saniline, è senza dubbio maturo, ma ci sono ancora degli spazi di crescita. A testimonianza di questo il maniglione Soft, da noi brevettato, caratterizzato da uno speciale trattamento di superficie che lo rende molto piacevole al tatto e dal grip superiore del 120 per cento, è diventato in soli cinque anni il nostro secondo prodotto più venduto. In ambito estetico, oltre a quelle del brand Ever, continueremo a proporre anche soluzioni entry level, che rispondano alle esigenze di clienti comunitari che cercano comunque un quid in più in termini estetici.

Quanto incide il digital marketing nella vostra strategia?

Stiamo investendo su questo versante, che riteniamo ormai imprescindibile. La presenza sui principali social network sarà profilata in base alle caratteristiche dell’utente-tipo di ciascuna piattaforma. Intendiamo fare della nostra pagina Facebook una porta d’ingresso dell’azienda, per cui la utilizzeremo per parlare del nostro mondo con un linguaggio fresco e immediato. Instagram ci permetterà di raccontare per immagini, in modo simpatico, quello che facciamo. Infine, un video d’auguri natalizi caricato su Youtube lo scorso anno, ha realizzato decine di migliaia di visualizzazioni; la nostra idea è di usare questi canali per raccontare la nostra storia e il nostro lavoro. Infine, anche nella strategia digital, abbiamo molti progetti da realizzare nei prossimi anni e per questo abbiamo deciso di investire su una risorsa specializzata, appena inserita nel team

box-aSTANDARD EUROPEO

Thermomat è una realtà leader nel campo della sicurezza e del comfort in bagno. La sua mission trae origine dal brevetto della prima cartuccia termostatica, depositato nel 1968: un dispositivo meccanico che costituisce la parte invisibile e funzionale della rubinetteria. Nel 1993 la cartuccia termostatica Thermomat diventa standard europeo, determinando le misure a cui da allora hanno dovuto attenersi tutti i produttori di rubinetti d’Europa.

box-b2L’ESTETICA SICURA

Il design dei prodotti Thermomat – Ever è essenziale e immediatamente comprensibile, soddisfa i bisogni reali e le gestualità ricorrenti, seguendo le persone in ogni fase della loro esistenza. Dalle vasche da bagno alle cabine per doccia, dai lavabi ai sanitari, dalla rubinetteria agli accessori, tutto è pensato per facilitare l’utilizzo e valorizzare estetica e colore in un progetto complessivo che intende ampliarsi, mirando al continuo perfezionamento. Sanitari e arredi sono realizzati con materiali e tecnologie innovative: non solo ceramica e acciaio, ma anche materiali polimerici altamente tecnologici destinati a precisi contesti d’uso, come lavabi, piatti doccia e superfici antiscivolo, per garantire sempre il massimo della sicurezza.

box-3STORIA DI FAMIGLIA

Tutto è cominciato nel 1968 quando Sante Ragazzi, caporeparto Montedison, riuscì a inventare nei ritagli di tempo la prima cartuccia termostatica; ceduto il brevetto alle Rubinetterie Rapetti, dieci anni dopo, allo scadere del contratto, decise di mettersi in proprio. Nacque così una realtà eclettica, capace di far tesoro della sua estrazione tecnica per ritagliarsi un ruolo di primo piano nell’arredobagno, tra sanitari, accessori e prodotti estetici. Il marchio Thermomat compare infatti sul mercato nel 1980, con le connotazioni della classica impresa di famiglia all’italiana: Sante si occupava degli aspetti tecnici, sua figlia Rossella gli dava una mano un po’ per tutto il resto. Crescendo la struttura e allargandosi la famiglia, oggi l’azienda presidia il settore its con i marchi Thermomat ed Ever. Vi lavorano 25 persone, guidate da un terzetto storico: il padre fondatore, oggi presidente, con sua figlia Rossella e Jacopo Antoniazzi, nel frattempo diventati moglie e marito.

 

 

 

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