22° Convegno Angaisa: il settore ITS di fronte alla “nuova normalità”

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Enrico Celin, presidente di Angaisa

“Crescita o declino?” All’insegna di questo doppio interrogativo si è svolto lo scorso 10 dicembre il 22° Convegno Angaisa, per la prima volta in digitale. Più di 800 le iscrizioni registrate, a riprova che il “distanziamento” obbligato dall’emergenza sanitaria non ha fatto venir meno l’esigenza di incontrarsi e fare rete, anche se attraverso una piattaforma online. “Lo consideriamo come un convegno in itinere, in attesa di sapere come sarà il new normal”, chiarisce il Presidente Enrico Celin, illustrando le attività svolte dall’associazione nel corso degli ultimi mesi.

La prima ondata della pandemia ha colpito duramente il settore, interrompendo il trend positivo registrato all’inizio dell’anno, che aveva fatto presagire un clima di stabilità e fiducia. Dopo il brusco calo nei mesi del lockdown, tra luglio e settembre è tornata una crescita significativa, trainata forse anche da un desiderio di tornare alla normalità e a investire sulla qualità abitativa. La seconda ondata peserà certamente sugli ultimi mesi dell’anno, ma le previsioni dell’osservatorio Angaisa stimano che si concluderà con un dato vicino al -8,48% già registrato per la variazione tra gennaio e ottobre 2019/2020: un dato migliore delle previsioni di metà anno.

CRESME: due anni per compensare le perdite

Il Direttore del CRESME Lorenzo Bellicini ha illustrato gli scenari presenti e futuri del mercato ITS di fronte allo stravolgimento della pandemia. A partire dal “rimbalzo atteso per il 2021, che però non sarà sufficiente per compensare la caduta: serviranno infatti almeno due anni.

Il settore delle costruzioni toccherà picchi di produzione che non ricordano i tempi passati ma ci riportano ai cicli precedenti: una nuova stagione, non ai livelli della fase espansiva del primo decennio degli anni 2000, ma a partire dal 2021 lo scenario è positivo”.

Nonostante si sia registrata una propensione delle famiglie italiane al risparmio, aumenta il desiderio di sistemare la propria abitazione. Bisogno che si inserisce all’interno del quadro di una nuova politica economica che dimostra una grande disponibilità di risorse. In termini di riqualificazione l’Ecobonus è un incentivo importante dal 1998, 21 milioni le domande registrate dalla sua istituzione, le quali corrispondono a 346 miliardi di euro. Per la prima volta nel 2020 le domande crollano del 12,7% a causa dell’incertezza nel mercato derivante dal Superbonus 110%. Intervento di grande rilievo che secondo le stime del CRESME, in ambito sismico ha un potenziale di mille miliardi di euro di interventi, e di 600 miliardi di euro per il settore energetico. Nel 2021 la crescita sarà di 2,4 miliardi di euro, qualora il Superbonus 110 fosse prolungato al 2022 la crescita sarebbe di 1,2 miliardi nel corso del prossimo anno e di 6,4 miliardi l’anno successivo.

Prospettive di crescita e trend di cambiamento

Con i cambiamenti in atto la finanza diventa uno degli elementi essenziali nei modelli di gestione dell’operatività aziendale. Strategia e finanza diventano, quindi, due concetti correlati. Il Covid-19 ha provocato uno shock all’economia mondiale, generando un diverso modo di vivere e di lavorare. Ma la pandemia ha accelerato i cambiamenti già in atto, quali l’importanza della green economy e dei criteri di sostenibilità ambientale.

Nel mantenere la ripresa degli investimenti sarà importante il clima di fiducia. Nonostante nei periodi di lockdown si sia registrata nelle aziende una “paura del credito” e il timore delle insolvenze. I dati mostrano che il debito complessivo delle imprese in relazione al PIL è salito al 73%, con un aumento del 6,8% nel secondo trimestre del 2020. Dato rassicurante rispetto a quello emerso nel 2011, periodo di crisi nel quale il debito era all’80% e con tassi di interesse molto più alti rispetto a quelli attuali.

Saranno in grado di progredire nel cambiamento le aziende con le fondamenta migliori. “Il valore di un’impresa si basa su tre variabili: capacità di reddito, prospettive di crescita, rischio operativo, finanziario e strategico” conclude il professor Roberto Schiesari.

I distributori ITS sono al centro delle prospettive di crescita presenti nel settore. Sono al centro perché possiedono specifiche competenze sia nel settore tecnico che in quello estetico nei concept di “benessere in casa” e risparmio energetico. Gli impianti trattati dai distributori ITS sono essenziali per raggiungere la sostenibilità ambientale.

Definire le strategie aziendali

Il 2020 rappresenta un fenomeno anomalo e si sposta tutto in avanti di un anno” secondo il professor Alberto Bubbio. I momenti di crisi possono essere legati a problemi derivanti dai mercati esterni o a dinamiche interne alle singole aziende. Le due situazioni richiedono soluzioni molto diverse. Qualora fosse presente un crollo del mercato è necessario “mettere in sicurezza” l’azienda, ovvero dare continuità all’azienda mettendo in sicurezza il conto economico per le future esigenze finanziarie. Questo è possibile tagliando gli sprechi o migliorando la marginalità media. La marginalità si migliora scegliendo fornitori differenti, prediligendo i prodotti che permettono di differenziarci dalla GDO, altro elemento del trinomio sono i clienti a cui offrire sempre più servizi.

Per sfruttare il Superbonus diventa essenziale diventare general contractor e offrire più servizi: la verifica esecutiva, ricoprire il ruolo di capo commessa e tecnico di cantiere, seguire l’esecuzione dell’opera dopo aver coordinato gli acquisti e fornire i certificati e la documentazione tecnica al termine dell’opera. Siamo in un momento in cui il consumatore ha influenza nel produzione e il settore della distribuzione deve essere pragmatico e cavalcare l’innovazione.

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