Convegno ANGAISA 2018: la trasformazione digitale nel mondo ITS

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Il crescente successo del consueto evento clou del mondo idrotermosanitario, l’annuale convegno ANGAISA, ha costretto l’organizzazione ad alzare l’asticella della location, scegliendo per questa edizione 2018 l’ampio auditorium dell’Universtà Iulm di Milano.
Dove sta andando il Paese e quali sono le leve per intervenire verso una crescita sostanziale? Con questa domanda è iniziato l’incontro che ha radunato una gremita platea e che ha puntato i riflettori, ça va sans dire, sul mondo ITS.

Il Presidente ANGAISA, Enrico Celin, ha sottolineato come sia necessario un cambio di atteggiamento culturale per stare al passo con la digital transformation. In particolare, per le piccole aziende della Distribuzione ITS, occorre investire in comunicazione, marketing e digitalizzazione dei processi. A questo fine è chiave la collaborazione con la produzione. Dello stesso avviso è il Prof. Alberto Bubbio, esperto di economia aziendale: si stanno ribaltando i paradigmi, da B2B, a B2C fino a C2B e per affrontare la frammentazione della domanda occorre adottare una strategia digitale.
Il futuro passa dalla capacità di innovare e rinnovarsi. Lo sa bene il comparto della ceramica, con prodotti vanto del Made in Italy, che ha investito nell’industria 4.0 fino al 10% del fatturato annuo, per oltre 1,5 miliardi di euro. Si tratta di un’industria di eccellenza con un prodotto molto più forte nei mercati esteri piuttosto che nel nostro Paese. Perciò è bene puntare sulla salubrità e sostenibilità delle ceramica: un punto di forza da comunicare per promuovere in Italia la qualità del prodotto posato. E deve saperlo fare il produttore, il distributore, ma anche l’installatore. “Lavorare insieme” è proprio il nodo cruciale: se la filiera, dalla produzione al distributore fino al posatore, non fa sistema, spinge il consumatore a comprare on-line i prodotti e ad installarseli da solo.
L’immancabile intervento di Lorenzo Bellicini, Presidente del CRESME ha evidenziato un problema demografico ed una grande differenziazione territoriale in Italia e il climatologo Luca Mercalli ha puntato i riflettori sull’emergenza ambientale che impone un abbassamento di CO2 prodotta a fronte di un innalzamento delle temperature letali per il nostro Pianeta.

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