Logistica: le regole in tempi di Covid 19

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Il susseguirsi incalzante di eventi legati all’emergenza sanitaria ha evidenziato molte criticità per l’intero comparto della logistica e del trasporto delle merci, con la necessità di introdurre delle regole e metodi di lavoro per garantire il rispetto delle disposizioni di legge e mettere in sicurezza le risorse umane.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo da alcuni mesi, fin dai primi giorni ha interessato in maniera drammatica il nostro Paese – in una fase iniziale in modo più intenso rispetto ad altri Paesi europei – e ha comportato una interruzione forzata delle attività produttive, la chiusura di molte imprese, se non quelle legate alla produzione di beni e servizi di prima necessità, il dimezzamento del personale e/o la necessità di organizzare in tempi molto brevi attività di smart-working e il temporaneo rallentamento se non addirittura blocco delle spedizioni in particolare sulle relazioni internazionali. La chiusura improvvisa di alcuni valichi stradali ha rappresentato un ulteriore duro colpo per il sistema industriale italiano che ha dovuto ricercare delle soluzioni alternative per gestire i flussi in importazione ed esportazione di materie prime, semilavorati e prodotti finiti con un maggior ricorso ai sistemi intermodali e più in generale legati al trasporto ferroviario delle merci.

In generale le attività logistiche di trasporto sono state profondamente influenzate dalla temporanea chiusura dei negozi, attività commerciali, catene della grande distribuzione organizzata oltre ovviamente alle attività produttive. Se una da una parte il clima di quarantena ha bloccato per un certo periodo le vendite tradizionali, dall’altra parte la particolare situazione di emergenza ha determinato un forte incremento degli acquisti on-line da parte di aziende e consumatori finali visto che i vari DPCM che si sono susseguiti nel primo periodo obbligavano le persone a restare a casa per evitare interazioni e inoltre a valutare con un occhio diversa la possibilità di esternalizzare a un partner specializzato le attività logistico distributive.

I primi dati e le prime esperienze di ripartenza post-emergenza coronavirus lasciano intravedere un mercato che per diversi mesi sarà contraddistinto da un trend altalenante di aperture e possibili chiusure, in cui specificatamente per il comparto idrotermosanitario, ogni anello della filiera nella catena di fornitura, produzione e distribuzione dei prodotti sarà caratterizzato da un clima di forte incertezza e imprevedibilità. Questi fenomeni, se intrecciati con un generale calo della domanda rappresentano per tutta la filiera dei prodotti idrotermosanitari e per molte altre un serio problema, che inevitabilmente sta già generando un impatto pesantissimo sulla tenuta del sistema industriale, sulla convenienza a continuare a produrre i prodotti e sulla redditività delle singole unità aziendali.

I principali effetti sulla logistica e sul trasporto

Stiamo vivendo una fase emergenziale di portata storica che modificherà profondamente relazioni e comportamenti di singoli cittadini e aziende e, in generale per la logistica il sistema di regole e modelli organizzativi per servire il sistema economico nazionale.

L’intero settore della logistica e del trasporto delle merci è stato colpito in maniera durissima dal CoVid-19, con forti limitazioni e in alcuni casi blocchi alla circolazione delle merci, a cui si sono accompagnati specifici DPCM con restrizioni che non hanno limitato direttamente la circolazione delle merci, ma tuttavia hanno comportato importanti effetti sulla logistica e sull’economia. Si è registrato un clima di forte incertezza generale tra gli operatori del trasporto, con tempi di trasporto più lunghi e incerti, fondato timore di insolvenze e ritardi nei pagamenti delle fatture da parte delle aziende committenti e problemi di liquidità.

Per le imprese di autotrasporto, il quadro appena descritto si è tradotto in una riduzione del traffico stradale, blocco dei camion ai confini di molti Paesi, forti difficoltà di bilanciamento delle spedizioni, incremento dei costi di produzione del servizio e conseguente aumento dei noli. L’emergenza sanitaria ha ulteriormente inasprito il lavoro degli autisti degli automezzi stradali che hanno continuato a lavorare in una fase iniziale con molte aree di servizio chiuse, lunghi incolonnamenti ai valichi di frontiera sloveni, austriaci, svizzeri e francesi, che gradualmente nel corso delle settimane sono stati completamente risolti. In una fase iniziale, le aziende che hanno continuato a ricevere e spedire merci hanno rivalutato il sistema di trasporto combinato strada-rotaia e più in generale il trasporto ferroviario, come soluzione alternativa al trasporto stradale per rispondere all’emergenza coronavirus e per superare le criticità che si sono registrate  nella mobilità delle merci in particolare sulle rotte internazionali.

Nelle spedizioni via mare dei container si è assistito fin dalle prime settimane ad un forte incremento dei noli, alla modifica delle modalità e termini di pagamento dei noli e alla mancanza di container vuoti in Europa – bloccati nei terminal cinesi – per organizzare l’esportazione dei prodotti. Nelle attività di logistica di magazzino, per effetto dei nuovi standard di sicurezza imposti dai vari DPCM, si è stimato un calo di produttività per gli addetti ai lavori variabile tra il 6 – 10 % e conseguente incremento dei costi di erogazione del servizi di handling e gestione operativa delle piattaforme logistiche.

Certamente si è trattato di una situazione nella quale nessun imprenditore o singolo cittadino avrebbe voluto trovarsi, nella quale il sistema trasportistico nazionale ha sostanzialmente retto la sfida, garantendo soprattutto nella fase iniziale della emergenza sanitaria la disponibilità di tutti i beni di prima necessità, ma che dimostra ancora di più l’importanza e la strategicità di poter contare su un efficiente ed efficace sistema logistico infrastrutturale nazionale.

L’operatore logistico deve sempre e comunque trovare una soluzione

Dalla situazione di emergenza gli operatori logistici si sono ritrovati a gestire delle sfide che mai avrebbero pensato di dover affrontare e devono essere in grado sempre e comunque di proporre una soluzione alla committenza, anche in caso di emergenze incontrollabili come il Covid-19. Un compito sfidante per gli operatori della logistica e delle spedizioni è stato quello di rassicurare i clienti sulla continuità dei servizi e adeguare con tempestività la loro offerta per venire incontro alle mutate esigenze del mercato, studiando nuove soluzioni di trasporto e di distribuzione, sapendo peraltro che al termine dello stato di emergenza le cose molto probabilmente non torneranno più come prima.

Gli operatori logistici, spedizionieri e corrieri più strutturati si sono adattati velocemente – fin dall’inizio della situazione di emergenza – per salvaguardare i propri dipendenti e garantire alla committenza una continuità dei servizi, adottando una combinazione di rigorose misure di protezione, tecnologie e apparati di comunicazione virtuali per agevolare la messa in sicurezza tutti i soggetti coinvolti.

Le misure per il trasporto stradale delle merci

L’intero comparto industriale per garantire la massima fluidità e sicurezza nella movimentazione e trasporto di questo importante flusso di merci e per garantire il rispetto delle disposizioni di legge ha introdotto una serie di procedure per la gestione del trasporto e delle attività di magazzino finalizzate alla non contaminazione delle persone e al miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti.

Specificatamente per il settore dell’autotrasporto delle merci, gli autisti dall’inizio della pandemia  devono rimanere a bordo degli automezzi, nei casi in cui siano sprovvisti di guanti e mascherina di protezione. In ogni caso, il veicolo può accedere al luogo di carico/scarico anche se l’autista è sprovvisto di DPI, purché non scenda dal veicolo o mantenga la distanza di un metro dagli altri operatori. Nei luoghi di carico/scarico dovrà essere assicurato che le necessarie operazioni propedeutiche e conclusive del carico/scarico delle merci (come ad esempio il posizionamento di cinghie o barre per stabilizzare il carico) e la presa/consegna dei documenti, avvengano con modalità che non prevedano contatti diretti tra il personale aziendale e gli autisti. Non è consentito l’accesso agli uffici delle aziende diverse dalla propria per nessun motivo, salvo l’utilizzo dei servizi igienici dedicati e di cui i responsabili dei luoghi di carico/scarico delle merci dovranno garantire la presenza ed una adeguata pulizia giornaliera e la presenza di idoneo gel igienizzante lavamani.

Le consegne di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire, previa nota informativa alla clientela da effettuarsi, anche via web, senza contatto con i riceventi. Nel caso di consegne a domicilio, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia praticabile, sarà necessario che gli operatori utilizzino le mascherine e guanti di protezione.

Per ridurre i margini di rischio e di contaminazione del personale addetto e gestire in sicurezza le attività di magazzino, trasporto e distribuzione, si raccomandano una serie di procedure e precisamente:

– attività di piazzale e magazzino, dividere in maniera chiara le diverse aree operative dedicate alla preparazione degli ordini, stoccaggio per merce in transito dei prodotti, stoccaggio dei prodotti a magazzino, ricevimento e controllo delle merci in ingresso e preparazione ordini-spedizione, cercando di evitare il più possibile l’incrocio di flussi di merce e di personale dedicato a diverse funzioni. Contenere e limitare quanto più possibile l’ingresso nei magazzini di personale non direttamente coinvolto nelle operazioni-attività logistiche e di persone esterne all’azienda, come ad esempio fornitori, clienti, consulenti, visitatori. In linea generale si raccomanda di annullare e posticipare a nuova data tutte le attività programmate pre-pandemia e non ritenute fondamentali o urgenti. Infine, sarà fondamentale organizzare dei cicli di sanificazione programmati di tutti gli spazi di lavoro (magazzino e uffici) su base giornaliera e/o di singolo turnazione di lavoro;

– auto-protezione del personale, tutte le persone che hanno un contatto con il magazzino (personale per accettazione-ricezione-movimentazione-carico-documenti relativi al trasporto) comprensivi degli autisti degli automezzi, devono indossare i dispositivi di protezione individuale come la mascherina e guanti monouso e comunque garantire una distanza minima di almeno un metro. Devono altresì essere raccomandati verbalmente e con opportuna cartellonistica a tutto il personale presente nel magazzino, di lavarsi spesso le mani con disinfettanti a base di alcol o sapone con acqua calda, all’inizio e fine di ogni turno o cambio di mansione di lavoro. A tal fine dovranno essere predisposti dei dispenser in più posizioni all’interno dei magazzini e degli uffici per un facile e agile utilizzo;

– utilizzo degli attrezzi di lavoro, si deve assolutamente evitare l’utilizzo di dispositivi e/o attrezzi di lavoro condivisi tra il personale nello stesso periodo di turnazione. A tal proposito si dovrà raccomandare al personale di provvedere al termine di ogni turno di lavoro di provvedere personalmente ad attuare una opportuna sanificazione degli attrezzi e/o dispositivi;

– garantire distanze di sicurezza, in modo che sia sempre garantita tra il personale dipendente e le persone esterne come fornitori, consulenti e in particolare degli autisti nel momento di consegna dei documenti di trasporto, una distanza minima tra le persone di almeno un metro (con l’apposizione strisce adesive sul pavimento, barriere-separatori che indichino chiaramente l’obbligo del mantenimento delle distanze minimie). Infine è molto importante far entrare nelle aree di ufficio dedicate alla accettazione-spedizione delle merci un solo autista per volta;

– consegna e ritiro di merce a magazzino, è buona norma far entrare in magazzino o ufficio spedizioni un autista alla volta con l’obbligo ad indossare le protezioni di sicurezza individuali (indicando all’esterno con opportuna cartellonistica questo obbligo);

– turnazione del personale di magazzino, organizzare dei turni di lavoro del personale di magazzino in maniera da evitare qualsiasi incrocio e/o contatto tra gli stessi, magari con ingressi scaglionati. Sono sempre più numerosi i casi in cui le aziende hanno installato dei termometri elettronici per verificare all’inizio di ogni turno di ogni addetto la verifica dell’insorgenza di stati febbrili.

Come affrontare il futuro

Nei prossimi anni consapevoli delle situazioni apprese durante l’emergenza sanitaria e della necessità di adattare la loro supply chain management, molte aziende di differenti settori e comparti – tra quali certamente anche quello del commercio idrotermosanitario – nell’affrontare il periodo di post – emergenza nell’identificare un modello organizzativo-operativo, dovranno necessariamente ripensare e rivedere gli attuali modelli di business e le modalità di fornitura della catene di approvvigionamento e di distribuzione dei prodotti. Molto probabilmente verrà messa in discussione il concetto e modello di globalizzazione e di “filosofia lean” puntando su filiere meno internazionali e più locali. Una filiera corta magari all’interno dei confini nazionali o al massimo europei è sicuramente più controllabile, veloce, prevedibile e sicura per l’azienda.  Le filosofie di lean production e lean manifacturing – adottate negli ultimi anni da molte aziende – e ritenute necessaria per migliorare la flessibilità, la qualità e l’intera struttura produttiva aziendale, ha garantito sensibili miglioramenti in termini di competitività, ma hanno la necessità di una forte sincronizzazione e precisione dei flussi che vengono messi costantemente sotto stress. Operando oggi in una nuova stagione post-coronavirus connotata da condizioni di estrema incertezza, le aziende dovranno rinunciare ad una parte della produttività e competitività garantite dai modelli lean, per considerare anche una nuova dimensione e controllo del rischio nella gestione delle catene del valore. Infine, le aziende punteranno maggiormente su produzioni green, nuovi modelli di produzione e consumo con fonti di energia rinnovabili, avvieranno progetti di logistica green che contribuiranno ad aumentare la resilienza delle imprese e ad allontanare i pericoli insorgenti da possibili anche se non auspicabili nuove crisi globali.

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